Il censimento Istat 2026 è partito lunedì 5 ottobre: l’Istituto nazionale di statistica ha avviato la nuova edizione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, la rilevazione che fotografa le caratteristiche demografiche, sociali e abitative di chi vive stabilmente in Italia.
Dal 2018 il censimento non si svolge più una volta ogni dieci anni ma in modo permanente. Il sistema mette insieme i dati raccolti sul campo con quelli già presenti negli archivi amministrativi e nei registri statistici, e le indagini dirette servono a garantire la qualità del risultato finale.
Come si risponde al censimento Istat 2026
Per quest’anno è prevista soltanto l’indagine da Lista. Le famiglie estratte nel campione ricevono una lettera informativa firmata dal presidente dell’Istat e possono compilare il questionario online con le credenziali indicate nella lettera, oppure accedendo con SPID o CIE dell’intestatario.
Chi preferisce può farsi intervistare da un operatore comunale: basta telefonare al Centro comunale di rilevazione del Comune da cui è arrivata la lettera. Partecipare è obbligatorio per le famiglie coinvolte.
Le informazioni raccolte servono ad aggiungere dati che i registri amministrativi non contengono e a verificare la qualità di quelli già integrati. Saranno diffuse con cadenze diverse a seconda del fenomeno osservato, con un dettaglio che arriva fino al singolo comune: secondo l’Istat il censimento è l’unica fonte che offre con continuità informazioni così minute sul territorio.
L’edizione 2026 coincide con il centenario dell’Istituto, un anniversario che l’Istat lega al ruolo della statistica ufficiale nel raccontare i cambiamenti della società italiana. Per informazioni è disponibile la pagina dedicata sul sito istituzionale.
Fonte: Istat